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DA
GIUSEPPE ALTIERI

Professore di Agroecologia e Entomologia Agraria è Tra ifondatori dell’Agricoltura biologica in Italia; dal 1986 ha formatocentinaia di tecnici ed ispettori di enti di certificazione. Insieme al“cugino” Miguel Altieri, Agroecologo dell’Università di BerkeleyCa italo-cileno anch’egli di origine Napoletana, ha fondato un’Accademiadi Agroecologia impegnata nella salvaguardia delle tradizionialimentari dei popoli.  Ha Collaborato a numerose inchiestetelevisive(Ambiente Italia, Report, Rai Educational “la storia siamonoi”, ecc.)sui temi  ogm, pesticidi e biologico e dirige AGERNOVA,equipe di esperti impegnati al fianco degli agricoltori che voglionoliberarsi dai pesticidi. Il 5 luglio 2003 ha coordinato il simposio dicritica scientifica e alternative agli ogm tenutosi a Perugia, con imassimi esperti mondiali indipendenti.

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Dittatura transgenica e manipolazione delle norme.

Dopo la caporetto degli scaffali per difendere la tradizioneagralimentare Mediterranea è necessaio
in primis la tolleranza zero sulle coltivazioni ogm e la completaetichettatura degli alimenti.

1) Lei sostiene che ilnuovo regolamento Ue sull’etichettatura è una legalizzazionedelle frodi perché di fatto saremo costretti a mangiare ogmsenza saperlo. Per quale motivo la soglia dello 0,9% non sarebbe unagaranzia?

Le multinazionali del “mercato liberista”(che non ha nulla in comunecon il “libero” mercato) vogliono vendere ogm, impedendo la distinzione tra cibi artificiali (transgenici) e  naturali,perché i sondaggi prevedono il fallimento commerciale deiprodotti che segnalassero contenuti di ogm o derivati. Potenti lobbysono riuscite così ad ottenere 3 anni fa la cosiddetta “soglia ditolleranza” dell'1%, sotto la quale non si deve etichettare la presenzadi ogm ”autorizzati in Europa”. E se fin’ora nessuna etichetta siè vista sul mercato, mi spiegate  perché dovrebberoapparire d’incanto, quando la "tolleranza" è rimastapraticamente la stessa a 0,9%? Inoltre, se oggi è possibile impedire presenze illegali di “ogm non autorizzati nell'UE” contolleranza zero, il nuovo regolamento prevede la soglia senzaetichetta  allo 0,5% anche per ogm "non autorizzati in Europa"(provenienti chissà da dove) che saremo costretti a mangiaresenza saperlo. Un modo per fare esperimenti direttamente suiconsumatori, come avviene da 40 anni con i pesticidi.
 
2) Perché mai nondovrebbero essere sufficienti analisi e controlli per scongiurare ilpericolo?
Innanzitutto soglie di presenza senza etichette impediscono di evitarei rischi da ogm, ovvero di individuare alimenti «ogm free»al 100%. Il diritto di libera scelta e completa informazione è sancito dai trattati sul commercio. Solo i prodotti biologicihanno ”tolleranza  zero ogm” e, casualmente, in questi anni hannomoltiplicato i fatturati arrivando al 12% della superficie coltivataitaliana, con una domanda molte volte superiore all’offerta. Un trendeconomico senza precedenti, nonostante i prezzi elevati per le speculazioni di nicchia a danno di produttori e consumatori. Ma lachiave della questione etichette è nel sistema dei controlli e mispiego:
L’analisi di presenza/assenza (PCR-Qualitativa) rileva ogni particella di dna-ogm, moltiplicato da enzimi sensibilissimi, concontrolli  semplici ed agevoli (con presenza si dovrebbeetichettare). L’analisi “Quantitativa” è invece complessa,costosa ed imprecisa, perché la moltiplicazione del dna dipendeda molti parametri difficili da standardizzare, con elevati marginid’errore sulla reale % di ogm nel prodotto di partenza, il tuttoamplificato dal fatto che i diversi laboratori non hanno perfettamenteidentiche condizioni di estrazione ed  analisi del dna. Introdurreuna “soglia di tolleranza” consente di non etichettare praticamentenulla, in quanto le ditte  possono contestare le “analisi di primaistanza” che rilevassero ogm superiori alle soglie, e chiedere“revisioni” all’Ist. Superiore di Sanità, una sorta di “Corte diCassazione” che spesso applica metodiche differenti e annulla di fattoil faticoso lavoro di repressione delle frodi. Il sistema di“legalizzazione delle frodi” con le “controanalisi” è tipico dimolti problemi alimentari, quali le farine animali in zootecnia, BSE,ormoni, antibiotici e pesticidi per i quali, nonostante un referendum,non si è ancora stabilita la sommatoria dei residui che sipossono trovare negli alimenti. E ci sono responsabili pubblici con nomie cognomi di questo vero e proprio scandalo, che sopravvivono a tutti igoverni. (Il nome del Dr. Marabelli lo può fare anche lei , ungrande riciclatore alimentare di immondezza? Trovare una parola adatta)

3) Quali sono i principalipericoli degli ogm
Farei il parallelo con la lunga storia dei pesticidi o dei rifiutiradioattivi, sostanze genotossiche che creano mutazioni (“inquinamentogenetico”) con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Gli ogm aumentanol’inquinamento genetico a dismisura in chi se ne alimenta, conl’aggravante  della contaminazione e riproduzione che sfugge alcontrollo.Necessitano lunghe ricerche sui pericoli per la salute el’ambiente, e sono state pubblicate solo le prime evidenze, ma di sicuroè scientificamente impossibile l’innocuità degli ogm,frutti di una tecnologia  riduzionista intrinsecamente pericolosain quanto:
- producono sostanze sconosciute, con rischi negli individui sensibili.Es. l’integratore alimentare triptofano,  prodotto da un microbotransgenico ha ucciso decine di persone in USA e creato malattiepermanenti centinaia di vittime per una tossina secondaria imprevista.Lieviti transgenici per  produrre birra, vino, sviluppano prodottisecondari della fermentazione a livelli mutageni.
- hanno DNA “anomalo”, non completamente digeribile, con rischi dinuovi patogeni batterici e virali per scambio genico tra i microbinell'apparato digerente (Mae Wan Ho: “Ingegneria Genetica”) e problemisui villi intestinali che lo assorbono (Putzstay, The Lancet).
 - non sono stabili nel tempo, per la violenta “forzaturagenetica”, con conseguenti problemi di validità dei test dinutrizione.
Ne consegue il Principio scientifico di “Non equivalenza” tra OGM especie di derivazione: il contrario di quello che affermano lemultinazionali. Vanno definiti protocolli scientifici di valutazione deirischi da commissioni indipendenti, i cui membri non abbiano contrattidi qualsiasi tipo con produttori o titolari di diritti su ogm. Irisultati degli studi devono essere pubblicati su riviste autorevoli:quello che non fa la Food and Drug Administration quando autorizza lavendita di ogm.

Ecco, nei confronti di questi rischi è accettabile secondo leiuna soglia di tolleranza?
Io penso che stiamo semplicemente perdendo l’istinto di conservazionedella specie umana.

4) Eppure diverseassociazioni ambientaliste hanno salutato questo passaggio come unavittoria.

E le Multinazionali fingono di lamentarsi… Incredibile, ma vero. Quandopassò la soglia dell’1% almeno i toni erano diversi. E sitrattava di pochi ogm autorizzati prima del trattato di Maastricht,quando il “Principio di precauzione” e dimostrazione diinnocuità, di fatto bloccò gli ogm in Europa. Oggi invecesi parla apertamente di togliere la moratoria precauzionale a fronte dipresunte “chiare norme di etichettatura”. Purtroppo i leadersambientalisti negli ultimi anni si sono “modificati geneticamente”conducendo solo battaglie di retroguardia “per limitare i danni”diventando di fatto “Paladini delle disfatte”. Ciò accresce ilsenso di impotenza che castra la volontà di cambiare le coseognuno nel suo piccolo, dove si può fare invece moltissimo.
Oggi l'80% dei consumatori UE non vuole assumere cibi transgenici. Vachiesta la revoca di tutti gli ogm, con “retroattività delprincipio di precauzione” e non una trattativa meschina sulla tolleranzaaccettabile senza etichetta, come quella condotta con Prodi prima delvoto europeo, laddove l’emendamento degli ecologisti era per lo 0,5%,contro lo 0,9% approvato.

5) Forse perchéritengono che per vincere una partita così complessa ormai nonsia sufficiente sbandierare la pur condivisibile “tolleranza zero”. Leassociazioni che lei cita sostengono che per vincere la battaglia conle multinazionali bisogna avere più senso politico.

- Molti leaders ambientalisti sono diventati politici di professione,eletti a vari livelli. Se la politica è l’arte della mediazione(nel rispetto delle libertà individuali,aggiungo) oggi si sonoaltresì calate le braghe su Regolamenti e “Raccomandazioni”richiesti dalla Monsanto, e il voto parlamentare non rispetta la sovranavolontà e libertà del popolo europeo. La presuppostaimpossibile produzione  di alimenti e sementi 100% ogm freeè assolutamente fuori luogo in Europa, dove le coltivazionitransgeniche sono ancora vietate. La scusante del “tutto contaminato”per accettare tolleranze è la mistificazione piùpericolosa perchè può indurre le persone comuni aconsiderarle inevitabili.
Nel ’99 a Seattle scienziati indipendenti e ong come FOOD FIRST,scesero in campo per dimostrare la possibilità di un “mondoecologico”, ma gli ambientalisti non hanno saputo cogliere l’attimotroppo distratti dalla “politica inutile”,come quella  descrittanella recente piece teatrale di Giorgio Celli sulla sua esperienzaparlamentare europea. Voglio essere però ottimista e lanciare unincitamento ai militanti ecologisti: resistere, resistere, resistereriorganizzarsi e contrattaccare: “non è mai(s) troppo tardi”…
 
5) Le industrie alimentarie i produttori temono il giudizio del consumatore e non ne voglionosapere di ogm. Nemmeno questo servirà a garantire le scatolettesugli scaffali?

Se le Industrie applicassero tolleranza zero con  criterio“presenza/assenza” potrebbero dichiararsi “ogm free”, ma in base allesoglie  di tolleranza se non si trovano etichette sugli scaffali,non vuol dire che non ci sono gli ogm. Oggi è meglio acquistarealimenti direttamente dai produttori agricoli che, come dimostra lamobilitazione della Coldiretti (grande maggioranza)e di centinaia di migliaia di addetti del biologico, sono assolutamente contrari agliogm, più costosi, meno produttivi, e sottoposti a “diritti sulraccolto”. Oggi la tradizione agricola tipica e biologica mediterranea,libera da ogm, sta conquistando i mercati mondiali. Una sfidaentusiasmante, se riusciremo a non farci bombardare dal pollinetransgenico che tutto contamina. Il 50% degli americani ha capito che sifanno grossi affari importando i nostri alimenti tipici e nonesportando schifezze transgeniche.

6)Come cambierebbe ilregolamento sulle etichettature?

Fatta salva la necessità di una moratoria in stile norvegese,per tutelare la libera scelta è necessaria una semplice modificadel regolamento  indicando i contenuti in “tracce” degli ogmimportati, con diverse etichette senza tolleranze:
1. "Contiene ogm o derivati", nel caso di presenze note negli alimentie mangimi in commercio.
2. "Contiene tracce di ogm o derivati" nel caso di presenzeinvolontarie rilevate da analisi qualitative  di presenza/assenza.
Le frodi vanno sequestrate e reinserite sul mercato dopo etichettatura.
3. Negli alimenti biologici e “Ogm free” (DOP, IGT) va mantenuta“tolleranza zero”,  abolendo la deroga che consente mangimi nonbiologici nella bio-zootecnia e sementi non biologiche nellabio-agricoltura.
Questa è l’unica garanzia possibile per la tracciabilitàdegli ogm e delle filiere ogm free, come previsto dalle norme Europee.
Non le sembra strana la   propaganda dei magnifici beneficidegli ogm senza un’etichetta per poterli riconoscere. Mi preoccupo degliavidi consumatori di ogm come il Dr. Sala,il quale non sa che lemicotossine derivano dai lunghi trasporti di mais  ogm  nellestive delle navi, la cui granella viene ugualmente danneggiata dagliinsetti e non certo dagli alimenti biologici, che sono risultati esenti nelle ricerche dell’Ist. Naz. per la Nutrizione.

7) Lei cita spesso laNorvegia come esempio da seguire per arginare la “dittaturaagroalimentare”. Com’è la legislazione norvegese?

La Norvegia non è entrata in Europa perché “gliagricoltori non hanno voluto” ed oggi ha applicato il principio diprecauzione con grande civiltà e senso sociale. Nel Par.10della  Legge sulle Tecnologie Genetiche ha proibito alimenti e semiogm finchè non ne sarà dimostrata l‘innocuità, lanecessità, e il rispetto dei criteri ONU sullo sviluppoeco-sostenibile. Quello della necessità è a mio parere ilpunto più importante poiché se applichiamo il confrontotra tecnologie diventa evidente che gli ogm non hanno necessitàtecnico – produttiva, viste le alternative disponibili. Inoltre nonfunzionano, perché insetti ed erbacce diventano resistenti esono altamente inquinanti.
I sistemi Agricoli tradizionali di piccola e media scala, basati supolicolture, rotazioni e agroforestazione, dimostrano incrementiproduttivi anche del 100% rispetto alle coltivazioni industrialichimiche. Le Nazioni Unite li hanno  individuati come modello perrisolvere la fame nel mondo, l’inquinamento da pesticidi, l’erosione edesertificazione dei terreni e parte del problema della CO2 atmosferica,che può essere fissata nell’Humus dei terreni, che previenealluvioni e siccità. E’ l’Agricoltura biologica l’alternativa aipesticidi, non certo gli ogm.

8) A proposito dellacoesistenza tra colture gm e biologiche, che ne dice dell’idea delministro Alemanno di creare delle zone geografiche omogenee per gli ogm?

Gli USA minacciano denunce alla WTO per ostacolo alla liberaconcorrenza. Ma ciò non può riguardare lecoltivazioni  transgeniche che sono il “vero ostacolo al liberomercato” poiché contaminano tutta l'agricoltura, biologica,tradizionale, DOP. Il polline ha ricadute di centinaia di chilometri,come quelli percorsi da alcuni insetti e inoltre distrugge labiodiversità genetica delle varietà locali che si“incrociano” con esso. I controlli sarebbero impossibili con costiproibitivi, creando un “monopolio ogm di fatto” protetto dai brevetti.Semplicemente Inammissibile! In India 15.000 contadini si sonosuicidati, avendo perso la terra causa i debiti contratti per coltivarecotone transgenico distrutto dagli insetti resistenti e oggipiùdi 15 milioni di agricoltori tradizionali, guidati dal Prof.Nanjundaswamy, convincono gli altri a distruggere campi transgenici,perchè il gene ”terminator” sterilizza i raccolti.
L'Europa deve dichiararsi area continentale ogm free per difenderemigliaia di prodotti tipici e biologici tradizionali con “tolleranzazero ogm nei semi”. Gli USA, semplicemente, non hanno tradizioneagroalimentare.
Saranno così i consumatori a decidere sugli ogm, come previstodalla WTO.
Bisogna vietare importazioni di ogm vivi (es. semi di mais zootecnico),altrimenti piccoli contadini hobbisti possono seminarli inconsciamentecreando problemi agli agricoltori vicini, come accaduto in Messico. Sononecessari controlli doganali  all'estero e monitoraggio continuosu sementi e coltivazioni, applicando la “responsabilità deititolari dei diritti” di proprietà e commercio di ogm, esanzioni adeguate al danno generale,come ha fatto il Piemonte.
 
9) A questo puntol’attentato contro il biologico sembra mortale, Cosa resta da fare?

Sulla Coesistenza  ci sono solo “raccomandazioni” senza supportoscientifico, anche se l’ipotesi di modificare le norme del biologicoinserendo tolleranze ogm nelle sementi, sopprimerebbe  un settoreeconomico vitalissimo di sicurezza ogm free per il consumatore.
E' ora di Denunciare le multinazionali alla WTO e all'antitrust per nonrispetto della libera concorrenza e diritto di produzione e ”Liberare ilmercato dal liberismo” dei monopoli.
I coltivatori diretti e consumatori devono “marciare su Bruxelles" perdifendere le tradizioni alimentari europee, contro  il colpo dimano di un'oligarchia irresponsabile che sta svendendo millenni dibiodiversità e patrimonio culturale dei nostri avi, lasciando aifigli un futuro da animali all'ingrasso.
Bisogna dare il giusto peso al “momento storico”  alzando illivello  della Vertenza Scientifica e Politica sullebiotecnologie”, che si può ancora vincere con uno sforzograndioso di informazione scientifica e pressione sui verticidecisionali, per fermare la “Dittatura Agroalimentare”  che avanzavelocemente, sulle ali del vento con un esercito di insetti armati dipolline.
E’ necessaria una “moratoria sul rilascio ambientale di qualsiasi ogm”,chiesta dal Cartello degli scienziati Indipendenti, fondato da Mae WanHo e vietare il brevetto sulla materia vivente (Patrimoniodell’Umanità) e il “segreto industriale” sulle tecnologiegenetiche (ultima frontiera d’azione legale, altrimenti non sapremoneanche “cosa” controllare). Le tecnologie “transgenetiche”  sonoarmi potenti  di dominio planetario  che vanno sottoposte arigidi accordi internazionali, come avviene per l’energia atomica, inquanto possono sfuggire al controllo degli stati sovrani.
Adeguando così la velocità della tecnologia a quelladella  scienza e della politica per evitare un Crimine control’umanità
 In Argentina 400.000 ha di terreno sono passati nelle mani dellemultinazionali per il fallimento economico delle coltivazioni ogm,escludendo dal mercato i piccoli produttori degli alimenti di base(ortaggi, frutta, ecc) e creando una crisi senza precedenti.

10) Dove finiranno iprodotti tipici italiani?

le multinazionali hanno già chiesto di modificarli geneticamenteper brevettarli...
E’ necessario invece utilizzare le biotecnologie per proteggere levarietà  tradizionali autoctone “depositandone le mappaturegenetiche come proprietà collettiva”, evitando così chesingoli geni  manipolati e brevettati consentano di appropriarsidel germoplasma naturale, frutto di millenni di lavoro contadino, ecosì dell’intera filiera agroalimentare. Per rispondere adaffermazioni del Dr.Sala, ripetitivamente intervistato sul tema,è vero che con gli ogm non scompariranno i prodotti tipici maè possibile produrre il S. Marzano con tecniche biologiche che,migliorando la fertilità dei terreni, controllando con insettiutili gili insetti vettori virali, lo rendono "tollerante" ai virus,come dimostrato da alcuni coltivatori che lo esportano a prezziconvenienti come prodotto di nicchia di alta qualità.  

11) L’Europa è ingrado di produrre semi localmente, oppure è vero che ormaidipendiamo dagli Stati Uniti?

In Europa è facile produrre seme localmente (20 anni fa eravamoautosufficienti) Oggi dipendiamo in larga parte dagli usa, ma cresconole ditte sementiere europee ogm free, grazie anche al biologico e aldivieto delle coltivazioni transgeniche. Anche le multinazionali possonoprodurre seme in Europa. Oggi al mondo poche aree si coltivano a ogm(3%) e i sementieri non hanno difficoltà a produrre ogm free.Non si spiegano pertanto le contaminazioni rilevate in questi ultimianni se non con trascuratezza colposa o volontàdeliberata.  Tuttavia gli inquinamenti da ogm in Europa sono minimie gestiti adeguatamente vengono bonificati, cosa impossibile se lecoltivazioni si ripetessero negli anni.
 In agricoltura biologica bisogna abolire la deroga che consentel’uso di seme non biologico, sviluppando il “mercato del seme bio”.

FINE





Sulle manipolazioni degli ecologisti….

----------Parentesi  a titolo informativo---------
anche se...( per dover di informazione utilizzabile per eventuali altriservizi …..meno diplomatici… )
Un ministro verde all’Agricoltura durante il suo mandato ha:
- con un decreto autorizzato nella zootecnia biologica l’uso del 10-20%di mangimi non biologici, aprendo le porte alle contaminazioni dapesticidi ( con relativi scandali, come in Germania) e castrando lapossibilità di produzione nazionale di alimenti zootecnicibiologici, dal momento che quelli convenzionali costano meno. Ciònonostante un servizio di inchiesta televisiva (Report) e un grossomovimento biologico storico contrario.
- accettato programmi regionali agroambientali che tagliano icontributi obbligatori all’agricoltura biologica ed erogano sussidiillegittimi a presunte riduzioni di pesticidi (e non alla sostituzionedegli stessi con tecniche ecologiche), con conseguente e ufficialeincremento d’uso di pesticidi in Italia, come in tutta Europa (sono incorso vertenze alla Corte dei Conti e ai Tar da parte degli agricoltoribiologici, senza nessun appoggio ufficiale degli ambientalisti……documenti ufficiali presso Agernova)
- Ha messo nel cassetto (o nel cestino) il disegno di legge (cuipersonalmente ho lavorato per un decennio, sich !…) che introduce unaricetta per l’acquisto dei pesticidi chimici, per lo più inutilio sostituibili con altre tecniche,  che l'agricoltore compraspaventato dalle ditte chimiche, spesso con il risultato contrario diammazzare insetti utili. 2.000 miliardi di £ il fatturato dipesticidi in Italia:  solamente eliminando quelli inutili, sirisparmierebbero 1000 miliardi, ovvero 20.000 posti di lavoro per gliagronomi a £ 50 milioni /anno! ...quelli che servirebbero inItalia per attivare la Ricetta.
- La legambiente con la maggior parte delle associazioni diconsumatori(spartendosi qualche miliardo di contributi UE) ha firmato undecalogo ( distribuito da coop e autogrill in 20 milioni di copie!!) incui si affermava testualmente che “I prodotti biologici o geneticamentemodificati devono rispettare particolari norme comunitarie” e che “perdifendere il consumatore da affermazioni non veritiere la legge hastabilito che i prodotti possono essere etichettati da Agricolturabiologica solo se nella coltivazione l’impiego di concimi eantiparassitari “chimici” è stato “limitato all’essenziale”!!!…”
(mi fermo qui, anche se ci sono altre interessanti azioni dimanipolazione delle norme… come ad esempio quella possibilità nonattivata da pecoraio Scanio ma forse ancora attivabile, di modulare ipremi PAC all’agricoltura fino al 20% in senso ambientale, portando dal4  al 16 % la % ue per il sostegno all’agroambiente…-biologico esostituzione di pesticidi…, ndr)
per non parlare della gestione del famoso referendum sui pesticidi, daparte di molti personaggi ambigui…
--------------------fine parentesi---------------



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